Magali Noël, donna felliniana. «Signor Principe, Gradisca»

7515870386_835fa313e7_b
“Federico Fellini, março de 1955*” by Sesc em São Paulo is licensed under CC BY-NC-SA 2.0

Sinuosa, ancheggiante e rubacuori è la donna felliniana.
Uno stampo rosso femmina sigillato in un appellativo: la Gradisca.
Il 23 giugno 2015 il cinema di Federico Fellini porge l’addio a Magali Noël.
Fanny, la ballerina de La dolce vita, Fortunata, la moglie di Trimalcione nel Fellini Satyricon, raccontano le due figure che anticipano l’arrivo di una femminilità tracotante: la parrucchiera di provincia.
Lei è Ninola, in arte La Gradisca.
Il nomignolo, guadagnato ingenuamente durante un episodio al Grand Hotel di Rimini, a colpi di «Signor Principe, Gradisca», diviene nel film e oltre il cinema, il tratto distintivo di un certo modo di essere donna.
La Gradisca è il sogno carnale e mitologico degli abitanti del borgo. Il ripescaggio di un passato dove l’immagine femminile, seppur festeggiata da una sessualità invadente, non vive ancora l’irruenza de La città delle donne.
La Gradisca è sogno sognante: vagheggia un amore con il divo del cinema. Le sue passeggiate serali, nel rosso del vestito e in quello degli sguardi, portano tutte nella stessa direzione: Gary Cooper.
Il vento interrompe il fluire dei ricordi nel piccolo centro e,  mediante le “manine”, trascina altrove pensieri proibiti e desideri inesaudibili.
La Gradisca è la creatura mitologica delle visioni di un borgo e la donna che si umanizza nel matrimonio con un carabiniere.
Amarcord, espressione dialettale romagnola “a m’arcord”, mi ricordo, disegna la dimora della memoria, un passato dove i desideri infuocati della pubertà, possono tornare a vivere.
Il film è anche un congedo a quel momento che, divenuto luogo, rischia di restare incollato per sempre.
Così come resta saldato al nome di Magali Noël, l’appellativo festoso de La Gradisca.
Entrando di diritto nella galleria dei personaggi femminili di Fellini, l’attrice torna a vivere nei sogni e saluta il borgo del desiderio.
Magalotta per Federico Fellini, Gradisca per sempre.

  • 26 giugno 2015

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...