Squarci di bellezza dal Monte Terminillo

Foto di Marco Pagaria

Squarci di bellezza dal Monte Terminillo

Se la città è il luogo scandito dal moto della velocità, la montagna disegna l’urgenza della quiete. Il silenzio è principio governatore dell’altura.

Con i suoi 2217 metri di bellezza, il Monte Terminillo si rivela sin dagli anni ’30 nel verso di una nota espressione: “La montagna di Roma”. Si stima, non a torto, che l’origine dell’affermazione sia da attribuire a Benito Mussolini. Fermamente convinto dell’importanza svolta dalla vicinanza con la Capitale, il Duce pensò al Terminillo come al luogo ideale per praticare, anche a livello agonistico, gli sport invernali. Per tale motivo, nel 1933 chiese al podestà avvocato Alberto Maria Marcucci di costruire la “4 bis Salaria” per rendere percorribile l’accesso al monte. Il progetto fu affidato all’ingegnere Heinrich Gassman, padre dell’attore Vittorio. La pianificazione, portata a termine dopo due anni con la possibilità di giungere sino a Pian di Rosche (1080 Mt), determinò il passaggio a nuovi progetti che favorirono lo sviluppo turistico con la costruzione di alberghi, ristoranti e rifugi.

 Verso la fine della seconda guerra mondiale, il Terminillo divenne luogo di accoglienza per famiglie di gerarchi e sfollati facoltosi. Pochi anni ancora e visse momenti di grande turismo, favoriti dalla frequentazione di personaggi noti della nobiltà e della borghesia romana. Nel 1949, l’attrice Gina Lollobrigida sposò il produttore cinematografico Mirko Skofic presso la “Chiesetta degli Alpini”, meglio conosciuta come la chiesa di Santa Maria della Vittoria, cappella consacrata alla memoria degli Alpini caduti durante la guerra in Africa. Per la ricchezza paesaggistica divenne località privilegiata di straordinari set cinematografici, uno su tutti la pellicola “Il giudizio universale” di Vittorio De Sica.

Fin qui, parte della storia.

Oggi il Monte Terminillo, seppur con qualche irresolutezza, conserva il trono come “La montagna di Roma”. Suggestivo ed incantevole tanto nel periodo invernale quanto in quello estivo, resta la meta privilegiata sciistica dei romani. Nella bella stagione, grazie alla possibilità di effettuare escursioni nei boschi, suggerisce la condizione ideale per godere di tutta l’armonia della natura. Le guide locali organizzano interessanti giornate di trekking. In estate, la vastità del territorio permette di fare lunghe esplorazioni e percorrere il tipico sentiero planetario. Il cammino naturalistico, di circa 8 km, parte dal piazzale dei Tre Faggi e giunge sino al rifugio Angelo Sebastiani. Il tema dominante è di tipo astronomico: l’attraversamento di tutto il Sistema Solare.

La montagna vanta il suggestivo tempio votivo di San Francesco, all’interno caratterizzato da un mosaico absidale composto da più di cinquantamila tessere. Sempre dentro le mura della chiesa è possibile scorgere una cappellina laterale che conserva una reliquia di San Francesco.

In completo stato di abbandono resiste il rudere di Villa Chigi, costruita dall’ingegnere Tadolini e dove il Duce, nonostante la leggenda, non fu mai presente. Erroneamente, forse per i richiami allo stile architettonico del ventennio, viene ancora oggi definita Villa Mussolini. Ma il patrimonio più importante di questo monte resta la bellezza e i suoi numerosi richiami paesaggistici. Concedersi una sospensione dalla città per riscoprirsi creature capaci di ascoltare l’amichevole silenzio della montagna.