La solidarietà un tanto al chilo

Oggigiorno la solidarietà la vendono ovunque. Dal panettiere la trovi nel filone salato, dentro una ciriola e persino nella schiacciatina. Gli ingredienti non cambiano, muta la grandezza. La solidarietà la trovi pure dal sarto, un soprabito nero di solidarietà per i più solidali. Però puoi prenderti una gonna di taffetà e fratellanza oppure una blusa di seta e comunanza. Il mondo eccede in mostra di solidarietà. Insomma, la cronaca abbonda di umanità disumana nonostante la solidarietà sia un fiume in piena. E devi essere solidale con le donne! Quali? Le madri? Le single? Le zitelle? Insomma serve un bugiardino che dica quale pillola solidale prendere al momento giusto. Non importa, l’imperativo è la solidarietà anche con l’essere più distante. Nessuno prova niente per nessuno. Nondimeno è necessario manifestare in pubblico la contrizione per il malcapitato di turno. Ma la solidarietà è come la timidezza, dunque un’altezza posta nel respiro intimo di un battito silenzioso. La solidarietà non rumoreggia, lei.

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